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Segni Grafici di Poesia è il nuovo Poetry & Travel Blog (e non solo!) di Erika Derme: scrittrice, principalmente di poesia, e giornalista. Fa parte di un progetto editoriale nuovo, diverso dal prodotto che si trova in libreria.

Un prodotto pregiato, confezionato su misura che, nella sua unicità, ben si adatta in varie occasioni: un biglietto d’auguri, un chiudipacco originale, un ricercato omaggio poetico da dedicare ai propri cari.

Potrai assaporare snackable contents, contenuti da consumare ovunque proprio come uno snack, che immortalano dei mobisodes d’eccezione, episodi di breve durata.

Sono disponibili otto raccolte di poesie ‘Sabbia fine, Peschici’ (Luglio 2009), ‘L’Aquila in movimento’ (Agosto 2009 – video consegna fondi al seguente indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=y-B_z1o_heU), ‘Poetando‘ (Gennaio 2011), ‘Paris‘ (Febbraio 2011), ‘Venezia‘ (Marzo 2011), ‘Percorsi di vita‘ (Aprile 2011), ‘Danzare con la vita‘ (Dicembre 2015), ‘Photographs. Peschici‘ (Luglio 2016),  e la novella ‘Libera per amore’ (Maggio 2010). Scopri le recensioni delle ultime pubblicazioni.

E’ possibile richiedere le singole pubblicazioni oppure un delizioso cofanetto, scrivi a segnigrafici@tiscali.it indicando il tuo codice promo

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Da segnalare le nuove sezioni del sito Belly BoxConcorsi Personal Reporter  per immortalare i vostri momenti magici nero su bianco con un libro personalizzato!

Scegli il tuo biglietto d’auguri poetico: un chiudipacco davvero originale!

Ecco l’ultimo stile, nella sua versione italiana e anche inglese -urban- è diventato un termine di gran moda ormai ripreso anche negli ultimi spot pubblicitari di vari brand.

Dalle auto ai capi di abbigliamento, ha invaso diversi settori della nostra quotidinaità.

Un termine che si lega, appunto, con la città, il suo territorio e la sua popolazione.

Ma è anche una parola che spesso viene legata al concetto di guerriglia urbana, alla vita da strada.

E, in effetti, forse rappresenta proprio la strada che poi di fatto è la nostra seconda casa: quella che facciamo per andare e tornare da lavoro, quella che percorriamo a piedi, che calpestiamo frettolosamente. Quella su cui corriamo tutti i giorni. Da una parte all’altra dell’urbe, appunto.